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Anziani, ma pieni di desideri Sesso e affetto nella terza età


By: Carlotta Mismetti Capua
La Repubblica, February 11, 2002

 

Uno studio di "Ageing society" mostra un mondo degli "over 60"
in cui la socialità e i rapporti umani sono al primo posto

Voglia di affetto, di una vita sessuale normale; desiderio di socialità anche come antidoto alla solitudine; scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie. Sono alcuni punti di una "fotografia" del mondo degli anziani realizzata attraverso un sondaggio curato dall'Osservatorio sulla terza età della onlus "Ageing Society". Entro il 2030 il 50% della popolazione avrà più di cinquanta anni. La ricerca racconta pensieri, abitudini, desideri e paure di questa fetta della popolazione: oltre dieci milioni di persone. Il questionario, coordinato dai sociologi Francesco Alberoni dell'Università di Milano e Giulio Salerno del CNR, investiga la sfera affettiva e sessuale degli over 60, il rapporto con i figli ma anche quello con il sesso: le relazioni sociali, dalle amicizie all'impegno nel volontariato: il lavoro: la salute: il rapporto con i media e le tecnologie.

A rimanere integra è soprattutto la vita affettiva e sessuale. Oltre l'80% vede sia i figli che gli amici frequentemente, oltre la metà si occupa abitualmente dei nipoti. Curiosi i dati sulla sessualità: sebbene oltre il 66% degli anziani rintraccia nella giovinezza l'ultimo innamoramento, quasi il 40% confessa rapporti sessuali frequenti mentre ne vorrebbe ancora di più il 65%. "Non stupisce" spiega la sessuologa Gianna Schelotto "che gli anziani, avendo abbandonato l'attenzione dal lavoro e dalla produzione, ricerchino una comunicazione intensa. E a differenza dei giovani il sesso è sentito come vero contatto con gli altri: più come comunicazione affettiva che come prestazione".

Se nella sfera personale è forte il richiamo della Chiesa - frequentano un luogo di culto almeno una volta alla settimana oltre il 50% degli anziani - questa sembra poco presente nella vita sociale dell'anziano: le attività parrocchiali occupano il tempo di pochissimi anziani e solo l'11% riconosce in queste un sollievo alla propria solitudine. Di cui si occupa invece più proficuamente l'associazionismo. Se quasi il 20% degli intervistati segue i corsi delle Università della Terza età, ben il 69% frequenta i centri anziani. Conferma questa vitalità sociale anche il dato sul volontariato sociale, prescelto dal 64% degli intervistati. Anche in questo senso i dati più curiosi sono quelli relativi al lavoro: benché oltre il 72% degli intervistati sia pensionato da più di cinque anni e con una certa soddisfazione, la grande parte rimpiange il lavoro e quasi il 52% dichiara che tornerebbe a lavorare. "E' la conferma che è sbagliato andare in pensione presto, o ritirarsi dalla vita attiva" commenta Francesco Alberoni "il sondaggio evidenza come tra i 60 e i 70 anni si sia ancora pieni di vita".

Il questionario punta il dito contro la struttura sanitaria. Il 78% dichiara che nell'ultimo anno non ha mai ricevuto una visita a domicilio. Se Maometto non va alla montagna è però la montagna ad andare da Maometto: e il 50% degli anziani confessa di recarsi dal medico una volta al mese. A cui per non chiede, né riceve, domande l'alimentazione o l'attività fisica ritenute invece dall'Osservatorio le uniche strategie contro l'invecchiamento.

Poco vitali invece i rapporti con le tecnologie, l'unico a salvarsi è il cellulare usato però dalla poco meno della metà unicamente in maniera passiva, per essere rintracciato. Quanto al computer solo il 7,4 sa usarlo, e oltre il 62% non dimostra alcun interesse ad imparare.


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