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Eurostat, nel 2025 boom di anziani in Italia
E nel 2050 il numero di lavoratori raggiungerà i
livelli del 1885. Il più forte calo di popolazione attiva della Ue:
-7,5% rispetto alla media del -4,4%. Maglia nera a Liguria e Piemonte ROMA - Sarà l'Italia a registrare, tra il 2010 e il 2025,
il più forte calo della popolazione attiva tra i Paesi dell'Unione
Europea. Quando, infatti, usciranno dal mondo del lavoro le generazioni
del «baby boom» del dopoguerra, la forza lavoro subirà un calo pari al
7,5% su scala nazionale, con punte del -15,7% e del -14,3%,
rispettivamente in Liguria e Piemonte. A renderlo noto è Eurostat, l'ufficio statistico
della Ue nel rapporto sullo sviluppo delle forze lavoro regionali
nell'Unione Europea, il quale evidenzia come aumenterà sempre di più
sulla popolazione attiva la «pressione grigia», cioè quella della
popolazione passiva anziana, rispetto alla «pressione verde» che, invece,
si allenterà grazie ai più bassi tassi di crescita demografica. LE PREVISIONI -
A parte poche eccezioni, a partire dal 2010, si interromperà la crescita
della popolazione attiva dell'Europa dei Quindici, che nel '95 risultava
pari a 169 milioni di unità. Se perdurerà l'attuale trend demografico,
la forza lavoro crescerà fino al 2010 a 183 milioni per poi cominciare a
diminuire fino a raggiungere nel 2050 gli stessi livelli del 1885, quando
i lavoratori erano 154 milioni. NELLA UE -
La diminuzione della popolazione attiva, secondo Eurostat, sarà comunque
contenuta da un crescente tasso di partecipazione dei cosiddetti «giovani
adulti», cioè le persone nella fascia d'età tra 55 e 64 anni. In punti
percentuali, nella Ue l'incremento tra il 1995 e il 2010 sarà dell'8,2%
(3,8% tra il '95 e il 2000 e 4,3% tra il 2000 e il 2010), mentre nel
periodo 2010-2025 si registrerà un calo del 4,4%. GLI ALTRI -
Oltre all'Italia, la più elevata diminuzione della popolazione attiva si
registrerà in Germania e in Spagna, con un calo pari, per entrambe, al
6,6%. Le uniche eccezioni saranno costituite dall'Irlanda, dove la forza
lavoro si manterrà stabile, dal Portogallo (+1%), Svezia (+1,3%) e
Lussemburgo (+4,6%). IN ITALIA -
In Italia, l'aumento tra il '95 e il 2010 sarà pari al 4,7% (3,3% tra il
'95 e il 2000 e 1,4 tra il 2000 e il 2010). Quanto all'andamento delle
diverse regioni italiane, spicca il trend negativo, anche nel periodo
'95-2010 in cui si registra un processo di crescita generalizzato, di
Liguria (-5,9%) e Piemonte (-3,2%). Sempre negli stessi anni, l'aumento più
consistente è previsto in Molise con il 23,3%, seguito, a distanza, da
Puglia (14,5%) e Sicilia (14,1%). Nel complesso, a crescere a ritmi più
sostenuti sono le regioni meridionali, ad eccezione della Campania.
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© 2002 Global Action on Aging
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